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lunedì 22 agosto 2011

Tutto al Brasile


Rio de Janeiro - Dopo l'annuncio del Papa a proposito della sede della prossima Giornata Mondiale della Gioventù (la cui XXVIII edizione si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile) risulta piuttosto chiaro che il paese carioca nei prossimi anni accentrerà tutti gli eventi del pianeta. Oltre ai Mondiali di Calcio del 2014 ed alle Olimpiadi del 2016, il Brasile è pronto ad ospitare già dall’anno prossimo il Palio (che fu di Siena, ma che sarà di Porto Alegre, dove correranno le migliori puledre brasiliane), tutta la Serie A italiana ed il Cammino di Santiago di Compostela. Probabilmente agli inizi dell’anno prossimo verrà scatenata anche una piccola guerra, probabilmente contro il Paraguay (con la scusa di per riportare la democracia nel paese: anche se già ce l’hanno, se ne può avere sempre una versione migliore) tanto per assaggiare il ruolo di nuova superpotenza egemonica.
Brasile veramente pigliatutto?
«Forse è il potere di bunda brasileira», ci fanno sapere dal Ministero brasiliano per l'accaparramento di eventi mondiali.




NdR: a partire da oggi, per vari motivi che si potrebbero riassumere in una certa mancanza di tempo (dovuta ad un tentativo di fare un po' di vacanza, senza poter comunque tralasciare mai il lavoro e con la preoccupazione aggiunta di un imminente trasloco internazionale), ho deciso di pubblicare brevi aggiornamenti (che ho chiamato Prossima Ora, una sorta di Ultima ora dal futuro prossimo) per mantenere i contatti con la gente che legge le cose che scrivo (e che forse le apprezza). Tali news, o brevi notizie (pubblicate con cadenza giornaliera, ma si spera anche nell'ordine delle due-tre al giorno), saranno alternate con i classici articoli di maggiore estensione, questi ultimi pubblicati con una minore frequenza.

sabato 20 agosto 2011

Le mani nelle tasche del Papa

Arriva su internet l'onda lunga della crisi che intende abbattersi sul Vaticano con la fondazione dei soliti gruppi Facebook. Il motivo è, senza dubbio, valido: spingere la classe politica a togliere i privilegi da casta alla Chiesa, se almeno non può togliersi i propri. I soliti bene informati prevedono che nella messa finale della giornata della gioventù, che si terrà domani a Madrid, il Papa Benedetto XVI farà un annuncio epocale: Città del Vaticano diventerà ufficialmente un vero paradiso, un paradiso fiscale, con un'eventuale cambio di sede della Santa Sede. Ce ne parla il Profesor Jesús Desalmado, esperto spagnolo in tutte le cose relative all'anima ed alla loro influenza sulle cose del mondo.
Ecco il vero "paradiso" fiscale
«Sì, il Papa vorrebbe andare via dall'Italia», in verità ci dice Jesús.
«È preoccupato per il notevole accanimento contro la Chiesa dei poveri, la cui sola colpa sarebbe quella di alloggiare gratis nello stato italiano senza pagare le tasse e mangiandosi una parte delle tasse degli italiani. Si starebbero creando i presupposti per vivere una nuova Crisi Calabiana, che potrebbe portare a nuove leggi Siccardi e Rattazzi, fiore all'occhiello dell'Italia che fu (per non parlare della famose leggi eversive)».
«Ovviamente i suoi timori vengono acuiti nel paese in cui si è inventata la desamortización, il metodo spagnolo che meglio ha funzionato nel corso della Storia per privare le organizzazioni religiose cattoliche dei loro beni, decretando la fine di anni di manomorta (forse bisognerebbe meglio intervenire ai nostri tempi per debellare ben altro tipo di mano morta)».
«La cosa più probabile è che il Vaticano emigri a Niue o su qualche micronazione creata dal nulla per portare il Paradiso in Terra, cioè il paradiso fiscale in terra di nessuno. La nuova collocazione fisica della Chiesa servirebbe a ricreare un alone di santità e ad alimentare il turismo cristiano in Oceania, dove verrebbero trasferiti, pezzo a pezzo, tutti gli immobili siti nell'attuale Città del Vaticano. Tutto il resto dei beni ecclesiastici diverrebbero di proprietà dello Stato, che probabilmente li venderebbe immaediatamente, come mi ha confermato il mio amico antiquario Faust Mefisto, che ha in mente di trasformare una serie di chiese in una catena di agriturismo», conferma Jesús.
«"L'Italia è uno stato aconfessionale a chiacchiere", questa è la definizione che ho dato io a questa vicenda nel mio famoso libro "Date a Dio, quello che è di Dio, l'importante è che non sia mio"», si vanta il Dr. Spendispandieffendi, il più grande esperto di finanza del nostro paese, «il fatto è che in Italia si cercano disperatamente soldi per ripianare la crisi, ma tutti sanno che gli abiti talari non hanno tasche, per cui non si sa bene dove mettere le mani per attaccare il patrimonio ecclesiastico».

giovedì 30 giugno 2011

Google: plus ultra

Benedetto XVI, dopo la perfomance su Twitter con cui ha lanciato un sito grazie al tocco di un dito divino su di un tablet (trasformandosi automaticamente in BeneTwitter), ha deciso di spaziare sulle altre reti sociali: voci di corridoio (vaticano) danno quasi per sicuro che sarà il testimonial mondiale del "battesimo" del nuovo social nework che farà tremare tutti i suoi rivali: Google+.
NooBenedetto in modo RTFM
«Mi hanno detto che Google è onnisciente, un po' come il mio capo», avrebbe detto mentre giocava con i vari widget.
«Per lanciare la nuova rete sociale di Big G avevamo bisogno di qualcosa di celestiale: il dogma dell'infallibilità papale convincerà molti credenti, pardon utenti, che il nostro social network è quello che ci mancava. I nostri motti saranno "Non tutte le relazioni sono uguali" e "Condividere sul web come nella vita reale", ma lo slogan pronunciato dal Papa in un latino impeccabile sarà "Google: plus ultra", visto che si tratterà di un'esperienza che andrà al di là di quanto finora conosciuto (forse Google+ ultra sarà il nome del servizio a pagamento o di un detersivo da lanciare con il marchio di Mountain View): da noi ci saranno cerchie di amici (organizzate secondo la loro importanza), si potranno trovare spunti di riflessione, ci si potrà vedere in videoritrovi (una sorta di chatroulette noiosa). È ovvio che ci sarà di tutto e di più, ma nella nuova salsa minimalista di Google, che non ha alcuna intenzione di conquistare il mondo», afferma orgoglioso Jean Cloud Ordinateur.
Tipica amica da fare in Google+
«Lo scopo di Google è quello di convertirsi nel nuovo dio, come se si trattasse di un anime del Sol Levante con personaggi un bel po' megalomani. Il Papa rientra in questa strategia, consistente nel creare una nuova teologia del mondo di internet. Le relazioni online sono come le relazioni del mondo reale: un bel contenitore (di relazioni), per quanto innovativo, non garantisce che il contenuto (delle stesse) sia vero» spiega l'epistemologo A. Teo Bestemmione.

giovedì 9 giugno 2011

La religione, nuova energia

Le dichiarazioni odierne di Papa Benedetto XVI a proposito della necessità delle energie rinnovabili al fine di correggere il rapporto tra l'uomo e la natura rappresentano la punta dell'iceberg di un percorso scientifico e teologico che sta seguendo l'Accademia FOCUS delle Scienze e della Fede (lo sponsor è arrivato da poco) in relazione a tale materia. Il premio Nobel per la Fisica e la Chimica (nonché di tutte le altre materie noiose del liceo) Elettra Diotipaghi Lebollette, membro dell'Accademia, avrebbe scoperto una nuova fonte di energia. «Una volta, in chiesa, mi hanno detto che la Parola di Dio dà energia per andare avanti; un'altra volta mi hanno detto che Dio è luce: da lì sono partite le mie ricerche».
Prototipo della centrale religiosa
«Non è misticismo, è proprio scienza», ci spiega Elettra.
«Nelle centrali da me progettate è la Parola del Signore quella che alimenta le turbine: la Congregazione che si occupa di miracoli ci ha già messo gli occhi addosso, ma sappiamo che l'unico miracolo è quello di creare un'energia realmente pulita, usando semplicemente il Verbo».
«Molti esponenti politici mi hanno già chiesto se è possibile far funzionare la mia scoperta grazie alle parole degli uomini (in politica se ne sprecano, la produzione energetica in Italia ci permetterebbe di fornire elettricità a tutto il pianeta), ma sono stata costretta a rivelare loro il nuovo modello di centrale verboelettrica non può funzionare con qualsiasi parola umana».
«Si tratta, in realtà, di una nuova trovata della Chiesa per poter recuperare il potere, in questo caso sul mercato energetico, il vero problema per il futuro del nostro pianeta», afferma il grande epistemologo A. Teo Bestemmione, «sono solo chiacchiere e centrali, solo chiacchiere e centrali».