Visualizzazione post con etichetta fame. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fame. Mostra tutti i post

giovedì 4 agosto 2011

Il mangiare non si butta

"Il mangiare non si butta" è il nome di una onlus creata con uno scopo ben preciso: recuperare con gesti simbolici tutto il cibo che viene buttato senza nessuna vergogna in manifestazioni che normalmente servono solo a richiamare l'attenzione sulla grande abbondanza e sullo scarso prezzo dello stesso nei paesi più sviluppati.
«La nuova emergenza umanitaria in Somalia, nonché l'eterna fame in Africa, hanno stimolato il mio cervello a riflettere, anche perché in base alla gerarchia dei bisogni della Piramide di Maslow posso affermare di non avere necessità fisiologiche, per cui posso impegnarmi in cause umanitarie», ci spiega l'agitatore sociale Tino Alimen.
«Ieri, per esempio, siamo stati in una manifestazione in Corea del Sud, in cui gli allevatori protestavano al fine di ottenere un prezzo migliore per il loro latte. Ne hanno versato litri e litri per protesta, ma per fortuna siamo riusciti a recuperarne quasi otto bottiglie da un litro in una performance dal grande valore simbolico e sociale (è tutto documentato sul sito ilmangiarenonsibutta.it, in cui si può leggere che il nome dell'associazione è una dedica alla madre di Tino, che da piccolo ha sentito migliaia di volte questa frase). Il nostro è un gesto utile: lo avremmo mandato in Africa, ma il latte sarebbe probabilmente scaduto, così abbiamo deciso di farci colazione stamattina. Il caffellatte coreano non è niente male», spiega con un'espressione rapita il buon Tino.
«Recuperare il cibo è una perdita di tempo», spiega Lagrana Quattrini, dell'università di Cashville«e tutti sanno che il tempo è denaro. Per la proprietà transitiva non buttare il cibo (che non può essere venduto a prezzi vantaggiosi per trarne sostanziosi utili) equivarrebbe a buttare via un sacco di soldi. Ed in tempo di crisi, buttare il denaro è un vero spreco, sapendo che ci sono un sacco di ricchi che stanno diventando molto meno ricchi: si tratterebbe di un vero e proprio controsenso economico, visto che sono proprio i ricchi a creare la ricchezza, che poi viene più o meno equamente distribuita, sia a livello di economia nazionale che a livello di piccoli squilibri tra i vari paesi del mondo».
Noi eravamo dall'altra parte con secchi ed imbuti
«Stiamo cercando di fare una convenzione con gli amici di Nessuno tocchi Caino. Con i loro agganci potremo entrare in contatto con tutti gli stati in cui si applica ancora la pena di morte per arrivare ad un accordo geniale, che mi è venuto in mente proprio ieri: usare i corpi esanimi dopo l'esecuzione della condanna a morte per dare da mangiare ai poveri serial killer cannibali, che non possono subire la stessa fine perché vivono in paesi più garantisti e civili. In questo modo, si potrebbe garantire carne controllata e di buona qualità a tutti i maniaci squartatori del mondo, evitando in qualche caso anche qualche crimine truculento», conclude l'attivista Alimen.

venerdì 8 luglio 2011

Bambi e gli umani

Nel corso del prestigioso convegno "Anche i clienti sono umani", che si sta svolgendo nel castello di Van Der Kiappen (per garantire la sicurezza dei partecipanti il castello è stato smontato e ricostruito in una non meglio precisata località centro-europea, comprata e trasformata in stato indipendente per l'occasione, anche se dopo l'evento probabilmente verrà trasformato in parco giochi o in un centro di accoglienza per immigrati illegali), dirigenti di potenti multinazionali, amici del Club Bilderberg e banchieri plenipotenziari hanno discusso sulla reale natura degli esseri a cui forniscono beni, servizi e disperazione: i clienti.
Probabile logo del BAMBI
«Ho scoperto proprio oggi che i clienti alla base della mia ingente ricchezza potrebbero essere dei veri esseri umani», dice Eurito Van Sfondatissen de Solden, ricco senza nessun altro merito particolare, «proprio come me, i miei amici ricconi o come quelli che mi puliscono la jacuzzi».
È stato uno studio dell'Università di Cashville, che ha dato luogo all'organizzazione di questo evento. La Dr.ssa Lagrana Quattrini, di chiare origini italiane, avrebbe verificato l'essenza umana degli individui che chiedono prestiti in banca, quando le lacrime iniziavano a scorrere copiose sui visi delusi dal rifiuto bancario.
«La ricerca è stata portata a termine con strumenti scientifici all'avanguardia, come l'osservazione della vita reale o il potente uso di parole di senso compiuto con buona educazione, indirizzandosi a soggetti da analizzare. Non è, quindi, una leggenda metropolitana il sostenere che sulla Terra ci siano quasi 7 miliardi di abitanti. Il prossimo passo sarà capire se esistono paesi che possano chiamarsi veramente Burkina Faso e se davvero vivono anche lì degli esseri umani, di cui si fa un gran parlare a causa di una malattia di cui non conosciamo quasi niente: la chiamano fame»
«Grazie agli studi della Quattrini abbiamo deciso di fondare il BAMBI: Banchieri Associati alle Multinazionali per il Bene Individuale. È impossibile che nel mondo esistano tanti individui, che non arriveranno mai al nostro livello di benessere sobrio e poco lussuoso», argomenta ora Eurito scaccolandosi con un diamante di vari carati, mentre precisa anche il perché dell'ennesima riunione di gente che ha diritto a partecipare solo se a disposizione di un patrimonio personale uguale o superiore a quello del PIL di trenta paesi qualsiasi del pianeta, «abbiamo presentato anche il logo dell'associazione: sarà un tenero cerbiatto mutante, che richiamerà l'attenzione di tutti questi "umani" (si fa un gran parlare, ora, dei loro sentimenti) senza dimenticare che viviamo comunque in una società il cui lemma è homo hominis lupus, la famosa frase di Plauto, Hobbes o Sgarbi, ora non ricordo bene».