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venerdì 15 luglio 2011

Misera estate 2011


Solo un italiano su cinque andrà in vacanza? C'è crisi ed aria di smobilitazione in Italia? L'estate 2011, allora, si prospetta veramente misera, anche se con i consigli di Eurito Van Sfondatissen de Solden, il nostro riccone di fiducia, forse c'è ancora qualche speranza di non passare questa estate come tanti poveri italiani (o italiani poveri). Per parlare di soldi è meglio chiedere a chi ne ha tanti, perché di sicuro ne sa più di una persona normale.
Esporsi è la chiave del successo
«Ci vuole più spirito d'iniziativa per tentare di passare delle belle vacanze: facendo un giro in Piazza Cinque Giornate a Milano (se comprarmele tutte o solo un paio, questo era il mio dilemma) ho visto una vetrina della Coin in cui c'erano un ragazzo ed una ragazza in costume che facevano da manichini per attirare l'attenzione dei clienti sui saldi ancora in corso. Ecco, mi è sembrata una buona idea che andava al di là dell'avvenenza della modella e del modello: di sicuro, per accettare questo lavoro degradante, avranno le tasche vuote. Guadagnarsi un po' di spiccioli in un paesaggio estivo (di cartapesta), godendosi anche l'aria condizionata di un centro commerciale potrebbe essere la nuova moda per quanto riguarda le vacanze per i giovani».
Vacanze low-cost: a zappare!
«In una bella agenzia di viaggi ho visto poi la pubblicità delle cd. vacanze etiche, cioè come buttare via il proprio tempo libero in appaganti attività di volontariato o in dei progetti ambientali per persone che non hanno mai chiesto il vostro aiuto e che, tra l'altro, vi maledicono tutti i santi giorni per le disuguaglianze economiche tra Nord e Sud del mondo».
«Ebbene, basterà procurarsi una bella maglietta di Legambiente e farsi contrattare per la raccolta di pomodori in Campania o in Puglia. Dopo 12-14 ore di lavoro al giorno c'è sempre il tempo per andare a fare un bagno e prendere magari un po' di sole per ovviare allo spiacevole fenomeno dell'abbronzatura da muratore. Tale idea ha anche altri interessanti effetti secondari: per ottenere il lavoro dovrete chiedere meno degli immigrati illegali con la conseguenza inattesa di porre freno al fenomeno dell'immigrazione clandestina».
«In entrambi i casi, si potranno fare foto bellissime che faranno morire d'invidia amici, parenti e conoscenti che non sono andati in vacanza. Le foto di voi poveretti saranno brillanti e quasi tridimensionali grazie alle nuove tecnologie che avete in casa (un iPad, uno smartphone, un televisore lcd), di cui ancora non avete finito di pagare le rate», conclude il nostro caro amico Eurito.

lunedì 16 maggio 2011

Ispirazione per una prefica

Le fotografie della controversa artista visuale Laurel Nakadate (che ha voluto fotografare le sue lacrime, giorno dopo giorno, durante tutto il 2010) stanno facendo scalpore. Sembra essere tornata di moda la figura della prefica, ovvero della persona che piange a comando, per combattere il dominio della felicità obbligata da social network.
Lacrime a comando?
«Piangere è una forma piuttosto naturale per esprimere i sentimenti di dolore, rabbia o frustrazione. 
L'esempio tipico è quando perde la tua squadra di calcio. 
Senz'ombra di dubbio, rappresenta anche un modo per scongiurare probabili sconfitte (si chiama pianto scaramantico)», assevera il Prof. De Mente, lo psicologo di notiziedelfuturo.
«Le prefiche saranno la nuova tendenza nel 2011», annuncia T.V. (non ha mai rivelato cosa significa la sigla del suo nome), il famoso massmediologo di fiducia di notiziedelfuturo, «dopo anni di pianti in tv con motivazioni perlopiù apparenti, è arrivato il turno del "pianto in sé": in determinate situazioni una prefica darà un tono all'ambiente, stabilendo se c'è da piangere o meno».
«La forza di piangere tutti i giorni l'ha tratta dal pensiero che Pisapia potesse vincere le elezioni contro la Moratti», ci fanno sapere i bene informati dopo i risultati delle elezioni di Milano a proposito dei motivi per i quali Laurel avrebbe pianto per un anno.