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martedì 27 settembre 2011

Dove ha male l'Italia

Torna la rubrica "L'angolo De Mente", in cui il Prof. De Mente darà il meglio di sé, dimostrando quanto ne sa in materia di psicopolitica, visto che si è il liberato il posto di Alberoni al CorSera.
«L'Italia ha un problema di natura meramente psicologica: è affetta, infatti, dalla Sindrome di Cotard, un disturbo psi- chico, forse previsto anche dal DSM-IV-TR, che consiste nella convinzione del paziente di essere morto. Nota anche con la definizione di delirio di negazione, rappresenta al meglio la situazione del paese: l'Italia si crede morta, ma è un problema di testa. In realtà non lo è, ma la depressione è talmente forte che non si vede nessuna via d'uscita alla crisi in cui è impelagata da troppi anni. Ci sono le energie mate- riali e mentali per venirne fuori, ma prima deve sbloccarsi».
«Gli italiani sono, invece, affetti dalla Sindrome di Charles Bonnet, un disordine psichiatrico che consiste in una serie di allucinazioni a causa delle quali il soggetto malato vede persone minuscole, a volte quasi ectoplasmi. I politici italiani si distinguono, infatti, per la taglia ridotta (fisica o morale) o per la poca consistenza (da fantasmi o da creature ancor più fantastiche), per cui gli italiani sono condannati a non vedere niente di meglio. Molti diagnosticano questo disturbo, negando la realtà del paese».
L'Italia si sente così: nega la sua esistenza, come morta
«Senza dubbio, la malattia più rilevante per una corretta analisi psicopolitica dell'Italia è la Sindrome di Capgras, un disturbo che consiste nella convinzione da parte di chi ne è affetto che le persone (più o meno) care, o che comunque fanno parte della propria sfera vitale, siano sostituite da cloni, alieni, replicanti o semplici truffatori esperti nell'arte del camuffamento. In molti pensano che non sia possibile di essere circondati da un insieme di persone così inutili, che tra l'altro hanno ottenuto dalla vita molto di più di quello che meritiamo: devono essere impostori! Fortunatamente tale disturbo si può sussumere in una sfumatura caratteriale, tipica in Italia: l'invidia cosmica (che normalmente non è mai accompagnata da nessun altro tipo di qualità)», conclude il Prof. mentre apre sul suo smartphone il sito corriere.it per trovare qualcuno a cui mandare un'email con curriculum allegato.

martedì 20 settembre 2011

Anni luce di bottiglie

Terra di Crisi - Nelle Filippine si sta facendo largo una nuova tecnologia, un nuovo tipo di lampadina che sta illuminando molte case senza elettricità: è una bottiglia, piena di acqua e candeggina, che sviluppa una potenza di 55 watt. Con molta immaginazione si parla di un litro di luce
«Sulla base di questa idea così originale abbiamo fondato unchilodipatonza.it, il sito che garantisce soluzioni alternative per tutte le famiglie che non arrivano a fine mese», narra Cris I. Maledetta, webmaster esperto in crisi.
Se una bottiglia fa luce, una patata può fare molto di più
«Se un litro di acqua e candeggina può sviluppare tanta energia (elettrica), la patonza ha un potenziale ancora maggiore. Indossando una normale maglietta con la scritta "Senza t-shirt sono ancora meglio", si può trasformare una famiglia di ceto medio-basso in una veramente abbiente, rinunciando alla propria figlia (più o meno maggiorenne), che verrà destinata alla politica, allo show business o, più in generale al triste jet-set italiano, generando così un reddito di migliaia di euro mensili», conclude Cris, facendo un classico esempio di sfruttamento positivo della patata (cioè prostituzione da ricchi).

domenica 18 settembre 2011

Buffet libero di Obama

Obamalandia - Obama ha deciso: presenterà una legge che aumenterà le tasse per i più ricchi, ispirata dalle parole del mitico Warren Buffett (da cui prenderà anche il nome questo provvedimento, "Buffett Rule"), il secondo uomo più ricco degli Usa (dopo Bill Gates). Oltre alla scontata e naturale opposizione dei repubblicani, il Premio Nobel per la Pace 2009 dovrà superare anche le remore della maggior parte degli economisti del pianeta
«Non so come mai non ci abbiamo pensato prima: i ricchi pagano poche tasse (anche in relazione all'evasione già perpetrata). Ci voleva un multimilionario per farci capire che forse è arrivato il momento di fargliela pagare, una tassa, intendo, magari una minimum tax comunque una tantum, o forse no», suggerisce con le idee chiare come sempre il Prof. Nomoney, consulente economico di Obama, pagato a cottimo per ogni buona idea che ha.
Finalmente tutti saranno costretti ad andare alla Caritas
«È incredibile questo accanimento, questa "Legge del Buffet Libero" invita i più poveri a sedersi alla tavola dei più ricchi, anche se non sono stati invitati. Bisogna ricordare che esiste la Caritas per tutti quelli che vogliono mangiare pur essendo poveri», dichiara la Dr.ssa Lagrana Quattrini, dell'Università di Nashville, portavoce dell'ELI (Economisti Liberi... dall'IVA, gruppo indipendente di gente che sa un sacco di cose di economia come quelli che hanno portato il sistema economico attuale sull'orlo del baratro, ma sponsorizzati da Fitch, Moody's e Standar & Poor's).

sabato 17 settembre 2011

Pauperismo à la carte

Palazzi del Potere - Le dichiarazioni di Castelli sul politico povero hanno fatto scalpore ed hanno portato a ripensare il sistema fiscale per questi soggetti sfortunati, che danno la loro vita per la politica con il loro conseguente impove- rimento. Nella finanziaria si vuole introdurre una dispo- sizione speciale per innalzare la soglia di povertà per tutti i politici italiani di spicco, che guadagnino solo più di 130.000 euro all'anno (dichiarandoli, addirittura).
Questi poveri bambini sono figli di politici italiani
«Per i politici poveri sono già pronte una serie di sovvenzioni che garantiranno alcuni dei diritti fondamentali per i nostri rappresentanti parlamentari: un'escort (o trans, a seconda dei gusti) al giorno ed una raccomandazione per un impiego in una struttura pubblica a settimana. Per i politici che dichiarano una cifra che sia al di sotto di almeno il 50% della nuova soglia di povertà si è pensato ad una semplice esclusione dalle successive elezioni, perché si tratta di veri morti di fame che probabilmente non si sono mai dissetati di Veuve Clicquot, sparso sui seni turgidi di una giovane e disponibile donna, disposta a dare piacere in cambio di riceverne almeno uno, motivo più che sufficiente per non essere considerati degni di sedere in Parlamento», annuncia il Dr. Spendispandieffendi, esperto consulente del Mini- stero delle Finanze, che ha ricoperto già svariate cariche politiche, per cui rientrerebbe in questa nuova disciplina normativa.
«Oltre al voto di fiducia, abbiamo intenzione di fare una piccola modifica costituzionale che introduca anche il voto di povertà, unico strumento utile per far capire ai cittadini che in Parlamento siede una casta, quella dei veri paria italiani, i dalit parlamentari, troppo poveri per essere veri», dichiara il politico leghista Castelli.

venerdì 16 settembre 2011

Creatività abolita

In sede europea si cerca di arginare in tutti i modi la crisi che attanaglia i paesi dell'Unione. L'ultimo escamotage è stato suggerito dall'astuto Trots Van Der Maloren, Commis- sario per gli Affari Europei Vari ed Eventuali, che tanto sta facendo dal punto di vista politico per arginare questa eterna recessione economica. Si sta discutendo la Direttiva 2011/29cAz, con la quale verrebbe abolita la creatività su tutto il territorio UE.
Sarà una delle ultime idee?
«La classica arte di arrangiarsi non è più di aiuto nella situa- zione disperata in cui ci troviamo, anzi, ser- vono soluzioni serie», dichiara Trots.
«La creatività, che da molti punti di vista continua ad essere un valore aggiunto, sta portando l'Europa al collasso. Se non si inventassero tante soluzioni alternative a problemi piuttosto normali, saremmo già venuti a capo di una situazione dif- ficile ma in fondo semplice. Il disprezzo per il Rasoio di Occam è incomprensibile».
«Abolendo la creatività, eviteremo la gestazione di milioni di idee che avranno destini diversi: quelle più assurde ser- viranno per guidare intere nazioni, mentre quelle più brillanti cadranno nel dimenticatoio di un blog qualsiasi. Anche in politica la mancanza di creatività si farà sentire: ci saranno meno proposte strampalate, per cui si favorirà la leadership seria per qualsiasi paese».
«La produzione di idee sarà assegnata ad un organismo ad hoc: il think tank "Palate di Idee", sponsorizzato da Endemol. Finalmente le grandi idee saranno prodotte, dietro lauto compenso, da grandi professionisti».
«Forse hanno ragione i tecnocrati di Bruxelles: ci sono troppe idee in giro, il tessuto sociale è saturo, vista la loro inutilità: tanto vale che qualcuno pensi per noi, magari mettendoci un po' di serietà» avvisa Cris I. Maledetta, webmaster di troppocreativi.it, un sito che si occupa di capire quante idee brillanti ci siano in giro (le statistiche delle buone idee mainstream del 14 settembre 2011 in Italia sono tanto desolanti quanto indicative: nemmeno un'idea degna di nota in tutto il Bel Paese).

mercoledì 14 settembre 2011

Bric-à-brac finanziario

São Paulo Bovespa - È proprio di oggi la notizia secondo la quale i paesi emergenti, i c.d. BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), vorrebbero dare una mano dal punto di vista economico ai paesi dell'Unione Europea in perenne crisi economica in un gesto di estrema generosità verso i paesi che li hanno colonizzati durante secoli.
Il futuro della finanza internazionale
La maggioranza dei paesi europei non l'ha presa benissimo, visto che si tratte- rebbe di un gesto un po' umiliante da par- te di ex-colonie.
I paesi BRAC (Bel- gio, Regno Unito, Austria e Cipro, che in realtà nasconde- rebbero dietro questi nomi di fantasia i paesi meglio conosciuti con la sigla PIGS o PIIGS, tra cui brilla l'Italia) non amano i paesi BRIC, o forse li hanno amati fino a quando non si sono del tutto emancipati.
Il loro portavoce, Trots Van Der Maloren, Commissario per gli Affari Europei Vari ed Eventuali, ha aperto uno spiraglio, dettando le proprie condizioni: «Il nostro è un piccolo comitato a carattere extra-ufficiale, il BRAC, che però ben rappresenta l'opinione orgogliosa dei paesi più sviluppati (a chiacchiere) del pianeta. Non potremo mai accettare aiuti economici di paesi più poveri (sarebbero le solite cianfrusaglie e collanine di conchiglie, mi fanno sapere i nostri esperti di commercio internazionale), una sorta di novello Bric-à-Brac (dopo anni di Brac à Bric, totalmente simulato, ma utile per appropriarsi delle risorse dei paesi più poveri, magari fomentando guerre civili a casaccio), ma potremmo comunque mettere in atto una fictio: invece di chiamarli aiuti, li chiameremo tributi. In realtà, un accenno di neocolonialismo sarebbe molto più importante dei soldi ricevuti (anche se non si possono rifiutare le ricchezze delle colonie, soprattutto se avvengono attraverso Western Union o Paypal): il Vecchio Continente tornerebbe a sentirsi al centro del mondo come quando razziava, uccideva ed evangelizzava a destra e a manca».

venerdì 19 agosto 2011

Ostracismo da ricchi

Il Seasteading Institute sta progettando di costruire in acque internazionali piccole isole mobili (strutture artificiali sul modello delle piattaforme petrolifere), sulle quali creare micronazioni con nuovi principi, tra i quali spiccherebbe la mancanza delle convenzioni morali e delle tasse. Questo lo si sapeva (è lunga la storia delle micronazioni libertarie), ma l'appoggio di un magnate come Peter Thiel, cofondatore di PayPal, spinge a prendere un po' più sul serio questa storia. Nel suo ultimo libro "Anche i ricchi si-isola-no", il celebre sociologo Prof. Sturm Und Drang, dell'Università del Brennero, analizza gli aspetti più importanti della vicenda, che prospetta un futuro in cui tutte le persone abbienti si trasferiranno in una micronazione qualsiasi per non essere più alla portata dell'opprimente democrazia occidentale.
Tutti vogliono vivere su un'isola
«Le utopie allo stile della nota Christiania non avranno nessun futuro, perché basano la propria esistenza su principi nobili», legge il Prof., citando un passo del suo libro.
«Il vero futuro è in una distopia in cui tutti i ricchi vivranno in nonluoghi lontani dal resto dell'umanità, godendosi tutti i loro soldi. Ma quali sarebbero le conseguenze di questo ostracismo contemporaneo?»
«Gli scenari proponibili sono tre (i primi due di natura rivendicativa, il terzo di natura passiva): in primo luogo, il resto dell'umanità, composta dai poveri, potrebbe attaccare le varie enclavi di ricconi, cercando di prenderli alla sprovvista, perché probabilmente occupati a godersi la loro totale mancanza di morale. Tale scenario è di difficile realizzazione perché gli eserciti nazionali con tutte le armi disponibili nel pianeta sarebbero già stati comprati e posti a difesa dei vari seasteads»
«In secondo luogo, si potrebbe portare a termine una soppressione del denaro sul resto del pianeta, organizzando le macronazioni povere su nuove basi economiche. Anche tale opzione è difficilmente realizzabile, visto che non sono solo i soldi ad essere nella disponibilità dei "colonizzatori del mare", ma anche il know how per farne. Ciò vuol dire che i soldi (o qualsiasi loro succedaneo) finiranno sempre nelle mani delle stesse persone, visto che, tra l'altro, i poveri non saprebbero neanche cosa farsene».
«La terza ed ultima opzione consisterebbe nell'accettazione rassegnata di una situazione che rappresenterebbe solo ed esclusivamente la cristallizzazione dello status quo: è ovvio che il genere umano ha una tendenza naturale a soffrire al fine di alimentare pochi fortunati, che obiettivamente non traggono nessun vantaggio dal condividere la propria esistenza con i loro schiavi. Tanto vale godere dei frutti della schiavitù, persi nel bel mezzo dell'oceano ed immersi nel comfort più totale e nel lusso più sfrenato. Oggi isolarsi non è una scelta alla portata di tutti: ostracizzarsi sarà il prossimo status symbol».
Una volta conclusa la lettura, il Prof. ci invita a ricordare che tra tutti quelli che compreranno questa sua ultima opera verrà sorteggiato un posto di lavoro come addetto al trasporto di beni di prima necessità (escort, libri antichi e pomodori di Pachino, in prima istanza) verso il suo prossimo domicilio, un'isola artificiale nell'Oceano Indiano.

giovedì 18 agosto 2011

Campionato delle scimmie

In Spagna la Liga è già stata sospesa, visto lo sciopero già proclamato per le prime due giornate. In Italia potrebbe accadere la stessa cosa, vista l'aria di crisi che tira, soprattutto tra i famosi "calciatori viziati". Il grande biologo Primo Primate ha proposto, però, una soluzione alternativa abbastanza interessante: trasformare la Serie A in un campionato di scimmie, la soluzione più economica e più "umana" per mantenere un certo livello nel nostro calcio.
Il calcio d'inizio sarebbe così
«Vedendo il successo planetario del film con le scimmie capaci di dominare il pianeta (in Italia dovrebbe uscire verso settembre), mi è venuta questa idea brillante», dice Primo.
«Si potrebbe fare un bel 4-4-2: un agile lemure in porta, due rapidi uistitì come terzini, due rocciosi gorilla come centrali di difesa, a centrocampo bonobo, macachi, scimpanzé e babbuini, nonché una brillante coppia d'attacco con un gibbone ed un cercopiteco, senza considerare tutte le altre specie di scimmie da tenere in panchina. In questo modo svuoteremo gli zoo ed aiuteremo gli animali ad integrarsi nella società, sperando che non si montino la testa se diventano vere stelle del pallone».
«Mi hanno già contattato da Madrid (dove vogliono trasformare il Real Madrid nel Real Mandril, ossia Real Mandrillo), perché sono molto interessati all'idea: tra l'altro, come sempre, il calcio spagnolo avrebbe un grande vantaggio nella cantera, visto che solo in spiaggia vivono le fortissime bertucce di Gibilterra. Questa circostanza mi ha aperto gli occhi: il calcio da primati potrebbe riportare ad una nuova colonizzazione in Africa nel tentativo di prendere i migliori talenti scimmieschi per immetterli poi nel mercato europeo, ma forse è un rischio che va corso, sperando che le scimmie non capiscano l'importanza che avranno nella società occidentale, trasformandosi in "animali viziati" che in qualsiasi momento potrebbero mostrare il loro potere», conclude Primo.
«Dal punto di vista del marketing sarebbe una trovata geniale: potrebbe chiamarsi Serie A Orfei (dinastia circense che offrirebbe anche tutti gli arbitri, vista la loro esperienza nel domare animali selvatici) e sarebbe il migliore spot contro il razzismo. I razzisti che vanno allo stadio hanno l'abitudine di fare il verso della scimmia o di lanciare banane e noccioline per insultare i calciatori di colore: questo atteggiamento sarebbe da escludere se si vuole evitare una rivoluzione delle scimmie in campo», propone il nostro grandissimo esperto di marketing, il Prof. Nick Ads Brainstorming.

mercoledì 17 agosto 2011

Ingorgo a mare

Un'inquadratura dal satellite aveva fatto pensare ad un record del libro dei guinness dei primati, ma in realtà si è trattato di un fenomeno umano che ha sfiorato la tragedia. La famosa località costiera napoletana, Sandokanammare, ha rischiato di trasformarsi nel teatro della più grande carneficina marina della storia dell'umanità, sfiorata a causa dell'improvvisa agglomerazione di esseri umani di tutte le età (ma accomunati dalla crisi) con i loro coccodrilli e banane galleggianti, che minacciavano di far annegare l'insieme dei poveri villeggianti. Pino Marittimo, gestore del lido più esclusivo del litorale campano "Tintarella d'oro" (i maligni dicono che "d'oro" sono i prezzi), ha deciso di raccontare i lunghi attimi di paura, vissuti a pochi metri dal suo stabilimento.
Non c'è posto per tutti a mare
«Non capisco proprio perché si continua a far credere alla gente che si può andare a mare senza pagare: la spiaggia libera è un retaggio egualitarista da sconfiggere, visto che bisogna garantire sempre il bene più importante per una società moderna: l'ordine pubblico è fondamentale anche durante le vacanze, almeno per fare bella figura con i turisti», spiega Pino.
«Indubbiamente i clienti del mio lido si sentono dei privilegiati, visto che possono fare il bagno nelle piscine costruite direttamente in spiaggia ed alimentate con acqua marina (che un giorno potrebbe anche sporcarsi a causa della folla sovrumana, che si attesta nella spiaggia libera, limitrofa a quella di mia proprietà: tutti sanno che plebei e comunisti non si lavano)».
«All'improvviso, gli occupanti del pezzetto di spiaggia libera si sono riversati a mare per fare il bagno con salvagenti e braccioli colorati, in massa: li ho salvati io, facendo passare il venditore di cocco, che, su mio suggerimento, lanciava con grida lancinanti un'improbabile offerta 2x1, che ha richiamato fuori dall'acqua quasi tutti i bagnanti, evitando così una strage».
«Nonostante tutto, il termine vacanza ha la sua etimologia nel latino vacare, cioè "essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni". Non si capisce, allora, perché la gente si ostini ad occupare il proprio tempo in modo plebeo, andando nei posti più affollati, solo per sfoggiare una povera abbronzatura e qualche misera foto. In realtà, il pericolo è molto più grande: questi assembramenti sediziosi di appartenenti ai ceti più umili (la stragrande maggioranza degli italiani, diciamocelo pure) potrebbero condurre un'estate tiepida dal punto di vista sociale ed economico al peggiore degli autunni caldi».

Crisi, politica e calcio

La Serie A minaccia lo sciopero? Il mondo politico e le sue istituzioni minacciano nuove tasse per i "calciatori viziati"? Un rappresentante SCAIP (Società Calciatori Anonimi contro Il Potere) ha deciso di dirci la sua, ovviamente senza rivelarci la sua identità ed usando lo pseudonimo di Javi Poves.
La politica non c'entra con il calcio
«Non si può vivere e giocare in condizioni così difficili dal punto di vista della tragica congiuntura sociale ed economica, e poi la situazione politica è veramente troppo tesa», adduce Javi.
«L'articolo 40 della Costituzione è applicabile a tutte le categorie di lavoratori e dedicarsi al calcio è un lavoro. Il problema reale è la politica e la sua attitudine da tre effe borboniche (Festa, Farina e Forca) rispetto al mondo del calcio: il fatto è che apportiamo Festa al popolo italiano, Farina nel sacco di tante persone (non bisogna negare che qualcuno la dovrà pur pagare) e, quando le cose vanno male, siamo l'ovvio bersaglio di tutti quelli che vogliono vedere appesi ad una Forca le persone che hanno avuto più privilegi nella vita, semplicemente a causa delle loro capacità atletiche».
«Vincolare l'ormai tristemente famoso contributo di solidarietà (nell'ennesima dimostrazione di retorica populista di cui è capace la politica italiana) ad un'immagine distorta dei calciatori non servirà a fare chiarezza sulla crisi, anche perché se si decidesse veramente per lo sciopero della Serie A le conseguenze per la politica in Italia potrebbero essere nefaste, letali. Non è una minaccia, è la realtà: la maggioranza degli italiani è composta da tanti piccoli Jack Torrance, pronti ad esplodere se si dovesse fare a meno del calcio».
«I calciatori sono stufi, ad esempio, di essere identificati con la destra o con la sinistra a seconda della zona del campo in cui giocano: stiamo pensando ad uno sciopero dei terzini e delle ali (anche se ne restano poche di queste ultime) per far sì che il gioco di tutte le squadre di Serie A passi per il centro, anche perché tutti sanno che alla fine in Italia tutti diventano di centro: sarà il nostro sciopero bianco», conclude Javi.

venerdì 12 agosto 2011

Ritrovato l'Iperuranio

Oggi è stato annunciato uno straordinario ritrovamento archeologico nei pressi del lago di Bolsena. L'operazione "Raiders of the Lost Thoughts" aveva lo scopo di individuare l'Iperuranio, ossia "il posto dove si trovano tutte le cose che pensiamo prima di averle pensate", secondo la brillante definizione del Prof. Ideo Testafesso, filosofo della Libera Università degli Studi di GoodIdea, coadiuvato dall'insostituibile Prof.ssa Amor Quincalla, archeologa dell'Università Autonoma di Colifichet. L'equipe, patrocinata dal MiBAC, dalla Cassa di Risparmio dei Poveri di Santo Spirito e dal CEPU, è riuscita a portare a termine una scoperta che segnerà l'evoluzione dell'umanità .
Dove si nascondono le idee?
«Dopo anni ed anni di ricerche ho deciso di ispirarmi un po' a The modern thingsun pezzo di Björk, che suggerisce di cercare in un posto qualsiasi per trovare le cose», argomenta Ideo in relazione al metodo scientifico utilizzato.
«In ogni caso, non sono ancora autorizzato a rivelare né dove si trova il sito archeologico, né nient'altro sulla sua scoperta, ma posso dire che trovare tutte le idee del mondo in un unico posto conferma la bellezza del pensiero».
«Il problema ora sarà come rendere fruibili le idee per tutta l'umanità: basteranno delle transenne con un cartello su cui ci sia scritto "Non toccare"?», si domanda preoccupata Amor.
«In realtà, pensavamo che fosse una leggenda, ma ora che sappiamo che l'Iperuranio platonico esiste, non potremo più dire a nessuno che "non ci arriva" (perché il suo intelletto non riesce ad attingere i concetti in un regno lontano, dove albergano le forme primigenie di tutte le cose), visto che Voyager dedicherà a questo evento storico milioni di puntate in prima serata e Giacobbo apparirà sulla copertina di cinque mesi consecutivi Focus per spiegare "tutto su tutte le idee di ieri, oggi e domani in una grotta vicino al lago di Bolsena"».
«Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (mosso in un primo momento da un disperato misticismo alla ricerca di idee per venire fuori dalla crisi del Paese, come ci fece sapere un sottosegretario appartenente ad una sorta di Società Thule romana, di cui la Prof. ha promesso di parlarci in un altro momento) ha già chiamato per far sapere che il tutto si può considerare già sotto la giurisdizione del governo italiano: è un'idea spaventosa che le idee finiscano nelle mani di poche persone, anche se non si tratta necessariamente di quelle sbagliate. Lo scenario potrebbe essere apocalittico: un'oligarchia delle idee potrebbe arrogarsi il diritto di sopprimerne anche più di una (togliendole così, semplicemente, dalla testa della gente; ad esempio, se smette di esistere l'idea di uguaglianza, come farebbero gli esseri umani ad essere uguali?), ma potrebbe fare ancora di peggio con le idee che non sono ancora arrivate nella mente degli uomini. Nel primo sopralluogo ne ho intravista una, bellissima, troppo difficile da comprendere in pochi secondi, ma ho avuto l'impressione che potrebbe risolvere i problemi dell'umanità intera, facendola vivere in pace e garantendone il benessere comune», conclude Amor, guardandoci negli occhi come se fosse l'ultima volta.

mercoledì 10 agosto 2011

Rating di moda

Cambio & Stabile, la nuova grande firma della moda italiana, ha deciso di intervenire nella querelle aperta a livello nazionale ed internazionale in materia di rating, trasformando una parte della propria società non quotata in Borsa in una nuova "agenzia di valutazione del rischio di fare credito (magari in una boutique à la page)", che valuterà come va uno Stato o un qualsiasi altro ente, pubblico o privato, dal punto di vista dello stile e delle tendenze da seguire. Il cartello "Non si fa credito", campeggia nel sobrio ma lussuoso ufficio dei due stilisti, come memento dell'instabile situazione economica del mondo occidentale, così come lo conosciamo.
I due stilisti dicono di no alle tendenze... allarmiste
«Questa cosa del rating è una strana moda ed onestamente ne so abbastanza di mode strane per poter dire la mia», afferma Bill Cambio. «Come si può pretendere che qualcuno giudichi il tuo lavoro e che tutti gli altri si comportino con te alla stregua di quello che viene detto da questo qualcuno? È esattamente quello che succede con le agenzie di rating! Allora, se si tratta di dare giudizi con buon gusto, la nostra firma di moda, a partire da ieri, è diventata anche agenzia di rating. Abbiamo deciso di valutare con parametri trasparenti, tra i quali spiccano la mancanza di cattivo gusto e l'odio per il kitsch, tutti i paesi del mondo, nonché ogni altra società che voglia conoscere il proprio livello di stile, a prescindere da qualsiasi valutazione economica o finanziaria».
«Le nostre valutazioni si daranno in O (ossia la "O" come lettera maiuscola): una serie lunga di O (cioè un ooooooooooh) esprime sorpresa ed apprezzamento, come quando tiri giù dei pantaloni di un bel modello e ti trovi davanti ad un "attrezzo" dalle dimensioni importanti, ma non te l'aspettavi. Il massimo previsto delle nostre valutazioni saranno dieci O, che saranno accompagnate dall'H solo in caso di eccellenza», chiosa Bill, che cede la parola al suo socio con un lezioso cenno della testa.
«Non ero d'accordo sulla scelta delle lettere, che ha appena spiegato Bill, perché mi sembrava un po' troppo gay o, almeno, di natura orgasmica. Ma poi quando ho pensato ai giornalisti tv che devono pronunciarlo o a quelli della carta stampata che devono scriverlo, mi sono reso conto del fatto che era una buona idea, che avrebbe attirato facilmente l'attenzione dei cittadini consumatori», esordisce Bob Stabile con il suo famoso tono in falsetto sempre al bordo di una crisi isterica, ma in realtà totalmente controllato.
«Il nostro è un gesto simbolico, visto che vorremmo semplicemente dare il la ad una nuova tendenza: tutti dovrebbero avere un'agenzia di rating per ridurre i grandi numeri della finanza a mera opinione. Sarebbe bello se presto la Francia avesse un rating di moda ooooooh (là là), l'Italia avesse un rating automobilistico brum-brum, e gli Stati Uniti d'America avessero il rating di Vasco al livello eeeh (già). Tutto ciò sdrammatizzerebbe la crisi del pianeta, che è esclusivamente finanziaria e non ha niente a che fare con il buon gusto della creazione reale delle idee, delle cose e dei concetti. Il buon gusto made in Italy dovrebbe riportare anche al buon senso planetario», conclude Bob, mentre nel loro atelier suona senza sosta Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli.

lunedì 8 agosto 2011

Corpi di Negri a Londra

I corpi di Negri hanno colpito ancora! Anche se può sembrare un'affermazione razzista, si tratta in realtà di una teoria scientifica, visto che si parla dei corpuscoli presenti nei neuroni di organismi ammalati di rabbia. Tale teoria è applicabile, tra l'altro, agli incidenti di Tottenham ed a molti altri incidenti di ordine publico che si stanno verificando nei paesi sviluppati o in quelli dove si dedicano a fare rivoluzioni e non semplici rivolte o manifestazioni.
Corpi di Negri in piedi o per terra
«Il focolaio di Londra è l'ennesima prova dell'epidemia che si sta diffondendo sulla Terra», ammonisce il Dr. Bobby Rage.
«Questa malattia è un ceppo virulento della rabbia, nato da una mutazione dei corpi di Negri, da cui si è sviluppata un nuovo tipo di rabbia: la RAIDS (Rabbia Acuta Insuperabile dei Depressi a causa del Sistema), che non è una vera e propria malattia virale come l'AIDS, ma una pericolosa variazione di un virus normale, che ha subito cambiamenti a causa del contesto sociale».
«Diciamo che la rabbia è stata somatizzata fino a convertirsi in un sintomo standard di buona parte dei giovani del mondo civilizzato: analizzando campioni di sangue dei ragazzi rivoltosi di Londra e degli indignados spagnoli, abbiamo trovato lo stesso problema con i corpi di Negri, come se fosse una reazione al razzismo imperante nel mondo: razzismo è esclusione e nelle civiltà occidentali contemporanee i giovani si sentono molto esclusi, nonché criminalizzati per il fatto di rivendicare i propri diritti».
«La malattia in sé non ha una cura, però può essere palliata con buone dosi di PR-24, un farmaco insostituibile nel trattamento di ogni rabbia antisistema».
È comunque in divieto di sosta
«Sembrava un film horror, di quelli con gli zombi», riferisce Billy Truncheon, capo dei poliziotti inglesi, che ha partecipato sia all'omicidio legale del 29enne Mark Duggan che alle operazioni per ristabilire l'ordine il prima possibile (anche se da quasi due notti Londra si è trasformata in uno scenario di guerriglia urbana)
«I giovani criminali comuni di oggi sembrano avere negli occhi una strana luce, come se avessero subito una grave ingiustizia che li priva del loro futuro. Non capisco che tipo di insoddisfazione può trasformare un giovane qualsiasi in uno zombi urbano, che si dedica a rivolte in piena città».
«La legalità è importante: nella foto qui sopra si può notare come ho avuto la freddezza di fare una multa per divieto di sosta ad un'autovettura in divieto di sosta: spero che il proprietario non faccia ricorso, adducendo motivi stupidi come il fatto che qualcuno abbia usato la sua macchina per fare barricate, magari dandole fuoco».

domenica 7 agosto 2011

Davanti ad un foglio bianco

In estate, si sa, la carta stampata tende ad avere idee brillanti in mancanza di notizie vere e proprie. In tal senso, basti segnalare Il Foglio, diretto da Giuliano Ferrara, che pubblicherà un nuovo allegato a partire dal prossimo lunedì: il Foglio Bianco.
Foglio bianco: rapporto di amore-odio
«L'inserto sarà un bel foglio di carta A3 (bello grande, quindi) su cui i nostri lettori, cioè i pochi sfoglianti, potranno riversare le proprie idee» afferma Poronga Fogliante, la vera responsabile della singolare idea che potrebbe iniziare a fare tendenza come iniziativa editoriale.
«In un momento di crisi come quello attuale c'è sempre bisogno di nuove idee e sono proprio i dilettanti della scrittura a poter fornircele, magari anche gratis: ovviamente pubblicheremo un concorso in cui inviteremo gli sfoglianti ad inviarci i loro racconti, fumetti, romanzi, vignette, saggi, disegnini dei propri figli, etc. Ogni giorno ci sarà un fortunato vincitore che riceverà un abbonamento trimestrale al nostro quotidiano ed un DVD autografato dal direttore con "Il meglio di... Qui Radio Londra"».
«Questa iniziativa avrà anche il valore di schedatura dei lettori de Il Foglio, visto che verranno analizzati tutti i documenti inviati per vedere che classe di gente lo legge», illustra il nostro grafologo, il Prof. Scrivibene.
Una lettrice del Foglio Bianco
«Questo è un colpo basso per tutti quelli che hanno il blocco dello scrittore, quel panico che si sente all'essere incapaci di creare un best seller a partire da un foglio bianco», ci scrive Top Venta, pseudonimo dietro cui si nasconde un famoso copywriter che ha sfornato forse i migliori successi del mondo dell'editoria italiana degli ultimi anni, nonché rappresentante del CASPITA (Combriccola Associata di Scrittori Poco Ispirati Tendenti all'Autocompassione).
«Non era proprio necessario stimolare la creatività degli italiani: ora tutti penseranno di poter uscire dalla crisi, scrivendo un romanzo da 10 milioni di copie o un programma politico da 10 milioni di voti».

venerdì 5 agosto 2011

Crisi Last Minute

La crisi finanziaria sta fustigando buona parte del mondo occidentale: ogni giorno è più nero di quello precedente, i titoli di Stato affondano, le Borse annaspano bruciando miliardi di euro. La soluzione è lastestminute.it, il sito che non aggiorna in tempo reale i dettagli degli alti e bassi dell'economia mondiale, ma li anticipa. Il suo creatore, Cris I. Maledetta, ce ne illustra il funzionamento.
La crisi peggiore è sempre l'ultima
«Sul sito si possono trovare le ultimissime offerte in materia di crisi», dice Cris.
«Pochi principi della psicostoria ci aiutano a capire bene come funziona la società per poter anticiparne l'evoluzione. Tramite semplici equazioni possiamo calcolare la seguente crisi ed offrirla al miglior prezzo a tutti quelli che vogliono comprarla. Ma andiamo per ordine».
«La formula semplificata per capire il meccanismo di qualsiasi crisi è C = SxT/I (dove C sta per Crisi, S sta per Soldi, T sta per Tempo ed I per Ingordigia; quindi, la Crisi è uguale ai Soldi disponibili per il Tempo in cui ci troviamo, il tutto fratto l'Ingordigia della società in cui si vive). Laddove diminuiscano i Soldi o aumenti l'Ingordigia, la Crisi assume un valore più alto, che può arrivare anche all'infinito. Ovviamente ci sono tante altre variabili, che complicano l'equazione, ma fanno parte del nostro know how, che il mondo non è ancora pronto a conoscere: basti dire che la stessa Ingordigia è un parametro difficilmente calcolabile, visto che ci sono fin troppi soggetti coinvolti».
«Comprare la prossima crisi, poi, è possibile: una volta prevista, ci sono tanti possibili acquirenti come Stati, multinazionali, banche, speculatori e giornali di gossip, che hanno interesse ad ottenere l'anteprima sulla successiva crisi non solo per prevenirla, ma anche per ricattare tutti gli altri soggetti interessati alla stessa. Ad esempio, la previsione sulla prossima crisi del calcio italiano è stata venduta due giorni fa a Moggi, che però non ha voluto spiegare come la utilizzerà».
«Nel sito, in cui gira in loop una canzone dei Bluvertigo ("sto vivendo una crisi e una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va"), ci sono anche link a santoni ed ai vari siti dei Ministeri delle Finanze di tutto il mondo per tutti quelli che cerchino soluzioni meno scientifiche a qualsiasi tipo di crisi, senza considerare che tutte le nostre offerte sono molto più economiche per le tasche dei comuni cittadini: ognuno può permettersi di comprare la prossima crisi per affrontarla al meglio».

giovedì 4 agosto 2011

Il mangiare non si butta

"Il mangiare non si butta" è il nome di una onlus creata con uno scopo ben preciso: recuperare con gesti simbolici tutto il cibo che viene buttato senza nessuna vergogna in manifestazioni che normalmente servono solo a richiamare l'attenzione sulla grande abbondanza e sullo scarso prezzo dello stesso nei paesi più sviluppati.
«La nuova emergenza umanitaria in Somalia, nonché l'eterna fame in Africa, hanno stimolato il mio cervello a riflettere, anche perché in base alla gerarchia dei bisogni della Piramide di Maslow posso affermare di non avere necessità fisiologiche, per cui posso impegnarmi in cause umanitarie», ci spiega l'agitatore sociale Tino Alimen.
«Ieri, per esempio, siamo stati in una manifestazione in Corea del Sud, in cui gli allevatori protestavano al fine di ottenere un prezzo migliore per il loro latte. Ne hanno versato litri e litri per protesta, ma per fortuna siamo riusciti a recuperarne quasi otto bottiglie da un litro in una performance dal grande valore simbolico e sociale (è tutto documentato sul sito ilmangiarenonsibutta.it, in cui si può leggere che il nome dell'associazione è una dedica alla madre di Tino, che da piccolo ha sentito migliaia di volte questa frase). Il nostro è un gesto utile: lo avremmo mandato in Africa, ma il latte sarebbe probabilmente scaduto, così abbiamo deciso di farci colazione stamattina. Il caffellatte coreano non è niente male», spiega con un'espressione rapita il buon Tino.
«Recuperare il cibo è una perdita di tempo», spiega Lagrana Quattrini, dell'università di Cashville«e tutti sanno che il tempo è denaro. Per la proprietà transitiva non buttare il cibo (che non può essere venduto a prezzi vantaggiosi per trarne sostanziosi utili) equivarrebbe a buttare via un sacco di soldi. Ed in tempo di crisi, buttare il denaro è un vero spreco, sapendo che ci sono un sacco di ricchi che stanno diventando molto meno ricchi: si tratterebbe di un vero e proprio controsenso economico, visto che sono proprio i ricchi a creare la ricchezza, che poi viene più o meno equamente distribuita, sia a livello di economia nazionale che a livello di piccoli squilibri tra i vari paesi del mondo».
Noi eravamo dall'altra parte con secchi ed imbuti
«Stiamo cercando di fare una convenzione con gli amici di Nessuno tocchi Caino. Con i loro agganci potremo entrare in contatto con tutti gli stati in cui si applica ancora la pena di morte per arrivare ad un accordo geniale, che mi è venuto in mente proprio ieri: usare i corpi esanimi dopo l'esecuzione della condanna a morte per dare da mangiare ai poveri serial killer cannibali, che non possono subire la stessa fine perché vivono in paesi più garantisti e civili. In questo modo, si potrebbe garantire carne controllata e di buona qualità a tutti i maniaci squartatori del mondo, evitando in qualche caso anche qualche crimine truculento», conclude l'attivista Alimen.

lunedì 1 agosto 2011

Colonia Satira

Siamo ormai nel clou dell'estate, il mese d'agosto, il momento in cui tutti vanno in vacanze, anche la politica, come se ne avesse bisogno. In realtà, nel 2011 la crisi (non si sa bene quale) tiene in scacco i politici nostrani, obbligandoli forse a prendersi cura degli interessi dell'Italia in quello che Calderoli ha definito un campus. Se l'idea andasse in porto, l'Intruso, fondatore di questo sito, nonché nuova leva della satira nazionale, ha intenzione di aprire e gestire una colonia estiva al mare, con lo scopo di sfruttare questa imperdibile occasione per insegnare satira a tutti quelli che ne vogliono carpire i segreti più nascosti (un po' come in un corso SEO). Sono stati già contattati probabili relatori come Mauro Biani, quasi tutti gli iscritti al forum di www.spinoza.it, Lia Celi, il team al gran completo di www.umoremaligno.it (quest'ultimo avrebbe già risposto con un impreciso vaffa) ed altri esponenti di spicco della satira nel nostro paese.
Qui si impara a fare satira
«L'occasione è molto ghiotta: normalmente ad agosto la satira giace languida, grigia ed apatica, forse a causa della mancanza di soggetti e temi su cui satireggiare (un po' come accade nella versione estiva del TG2 - Costume e Società)», prova a raccontare l'Intruso.
«Quest'anno, invece, la politica forse sarà al lavoro, dandoci molto materiale su cui lavorare; se, al contrario, i politici decidessero di infischiarsene della disgraziata situazione del paese, potremmo comunque riutilizzare i 100 migliori post di questo blog (sui poco più di 150 già scritti), una vera bibbia della satira contemporanea, dove si trova l'abc per fare buona satira».
«A seconda del numero di partecipanti e dei soldi che sono disposti a pagare per riuscire finalmente a fare battute decenti sul Facebook (stupendo i propri contatti con battute e freddure), sceglieremo la migliore location per la nostra colonia: attualmente la scelta è tra Ischitella, in Campania, e Porto Cervo, in Sardegna, ma molto dipenderà anche dalla sede del campus di lavoro in cui si concentreranno i parlamentari italiani, visto che vorremmo osservarli da vicino per sviluppare al meglio i concetti di base della satira politica (insultare attraverso i difetti fisici per molti è un must)».
«Sebbene non si conosca ancora dove vogliano andare a lavorare, alcuni indizi fanno pensare a Villa Certosa, dove c'è spazio per tutti: le commissioni sotto gli ombrelloni, l'opposizione in piscina ed il governo al buffet. Ci sarebbe posto anche per i sindacati (con tanti invitati ci sarebbe bisogno della servitù) e Confindustria (qualcuno dovrà pur occuparsi del catering). Il Bel paese otterrebbe risposte serie grazie all'impegno in vacanza dei suoi rappresentanti politici (questa forse sarà la battuta con cui si inizierà il nostro primo workshop "Come far sembrare qualcosa di politico una frase satirica a caso, e viceversa")», chiosa l'Intruso.

venerdì 15 luglio 2011

Misera estate 2011


Solo un italiano su cinque andrà in vacanza? C'è crisi ed aria di smobilitazione in Italia? L'estate 2011, allora, si prospetta veramente misera, anche se con i consigli di Eurito Van Sfondatissen de Solden, il nostro riccone di fiducia, forse c'è ancora qualche speranza di non passare questa estate come tanti poveri italiani (o italiani poveri). Per parlare di soldi è meglio chiedere a chi ne ha tanti, perché di sicuro ne sa più di una persona normale.
Esporsi è la chiave del successo
«Ci vuole più spirito d'iniziativa per tentare di passare delle belle vacanze: facendo un giro in Piazza Cinque Giornate a Milano (se comprarmele tutte o solo un paio, questo era il mio dilemma) ho visto una vetrina della Coin in cui c'erano un ragazzo ed una ragazza in costume che facevano da manichini per attirare l'attenzione dei clienti sui saldi ancora in corso. Ecco, mi è sembrata una buona idea che andava al di là dell'avvenenza della modella e del modello: di sicuro, per accettare questo lavoro degradante, avranno le tasche vuote. Guadagnarsi un po' di spiccioli in un paesaggio estivo (di cartapesta), godendosi anche l'aria condizionata di un centro commerciale potrebbe essere la nuova moda per quanto riguarda le vacanze per i giovani».
Vacanze low-cost: a zappare!
«In una bella agenzia di viaggi ho visto poi la pubblicità delle cd. vacanze etiche, cioè come buttare via il proprio tempo libero in appaganti attività di volontariato o in dei progetti ambientali per persone che non hanno mai chiesto il vostro aiuto e che, tra l'altro, vi maledicono tutti i santi giorni per le disuguaglianze economiche tra Nord e Sud del mondo».
«Ebbene, basterà procurarsi una bella maglietta di Legambiente e farsi contrattare per la raccolta di pomodori in Campania o in Puglia. Dopo 12-14 ore di lavoro al giorno c'è sempre il tempo per andare a fare un bagno e prendere magari un po' di sole per ovviare allo spiacevole fenomeno dell'abbronzatura da muratore. Tale idea ha anche altri interessanti effetti secondari: per ottenere il lavoro dovrete chiedere meno degli immigrati illegali con la conseguenza inattesa di porre freno al fenomeno dell'immigrazione clandestina».
«In entrambi i casi, si potranno fare foto bellissime che faranno morire d'invidia amici, parenti e conoscenti che non sono andati in vacanza. Le foto di voi poveretti saranno brillanti e quasi tridimensionali grazie alle nuove tecnologie che avete in casa (un iPad, uno smartphone, un televisore lcd), di cui ancora non avete finito di pagare le rate», conclude il nostro caro amico Eurito.

mercoledì 13 luglio 2011

Vendicatori della finanza

La crisi finanziaria mondiale non sembra avere mai fine tra tante minacce di default, spread impazziti e rating a picco in varie parti del pianeta. «Non ci aspettavamo di dover intervenire noi, ma è arrivato il momento per i supereroi di scendere in campo e salvare la Terra», ha dichiarato Capitan America, aprendo la sessione odierna del NYSE a Wall Street (come da foto).
In molti pensano ad una trovata pubblicitaria per il lancio di qualche nuovo film o per dare nuova vita al settore dei fumetti in continua crisi, ma ciò non spiegherebbe perché Steve Rogers sia arrivato volando a cavalcioni di una bellissima Tempesta.
La Borsa di Capitan America
«È un momento nero di grande crossover per l'umanità», dice Thor, ravviandosi la sua invidiabile chioma bionda, «noi, grandi supereroi Marvel e DC Comics, siamo rimasti occulti per anni, godendoci i soldi provenienti dalle opere d'ingegno che celebrano i nostri poteri, ma è arrivato il momento di riparare tutti i torti della finanza internazionale, prima che sia troppo tardi per il pianeta». 
«I nomi dei supercattivi che dovremo affrontare sono piuttosto strani: Default Rosso, Mister Black Spread, Doctor Evil Rating. Il mio sesto senso di ragno mi suggerisce che non sarà per niente facile sconfiggere nemici così potenti, che sembrano in grado di tenere sotto il proprio giogo tutti gli esseri umani senza fare apparentemente nessuno sforzo», sottolinea l'Uomo Ragno«Il mio scopo sarà perlustrare i grattacieli di tutto il mondo, dove albergano i grandi della finanza per convincerli della veridicità della frase preferita di mio zio Ben, la celebre "Da un grande potere derivano grandi responsabilità", che, applicata al mondo degli affari, rendrebbe il mondo un posto migliore nell'ottica CSR».
«Forse è meglio chiedere al Professor Xavier di trovare il modo di creare un altro mutante, capace di lottare contro il nemico più potente: i soldi», suggerisce Wolverine«lo potremo battezzare SupEurMan (una sorta di portmanteau tra Superman e l'Euro) e dovrebbe avere pressapoco questi poteri: innalzare ed abbassare tassi di qualsiasi tipo a suo piacimento, creare manovre economiche senza tagli, dare prestiti senza interessi, impedire l'accumulazione di grandi capitali nelle mani di una sola persona (ma forse l'elenco sarebbe ancora troppo lungo)».
«A dire il vero, preferisco l'azione di spaccare tutto: "Sono il migliore in quello che faccio. Ma quello che faccio non è piacevole" per i poveri ricconi che mi passeranno per le mani», ricorda il mutante, sfoggiando i suoi artigli di adamantio.